La mente non è un qualcosa di astratto e immateriale, è, dopotutto, l’attività cerebrale di ogni individuo, frutto di impulsi biologici, chimici, fisici, “elettrici”. Certo, la terminologia classica, popolare e convenzionale, che viene impiegata per designarla, sembra implicare una giustificazione metafisica di essa, ma nella realtà dei fatti la mente non va intesa come un qualcosa di misterioso e divino: non è l’anima dei cristiani, è in buona sostanza il cervello stesso. Chiaramente l’anima non esiste, è una fantasia religiosa, una superstizione di culti preistorici che oggi trova riflessi giusto nel sud del globo. L’uomo è un animale come tutti gli altri, e volendo dirla tutta pure le bestie potrebbero – a loro modo – avere una vita interiore; dal momento che un animale è dotato di cervello può anch’esso avere dei pensieri, e non può essere messo sullo stesso piano di una macchina o di un bruto che agisce solo per istinto. Le bestie hanno capacità cognitive, memoria, rappresentazioni mentali, e loro specifiche forme di comunicazione e di linguaggio.
L’essere umano è un animale come gli altri, non è una creatura divina o angelica, ed è anche per questo che è caratterizzato da suddivisioni razziali, tassonomiche. Stupisce (ma non troppo) che antirazzisti e antifascisti, notoriamente atei, giungano alle medesime conclusioni dei preti, e cioè che “siamo tutti uguali”, figli del medesimo ente; dico “non troppo”, perché a conti fatti l’ateismo di codesti figuri è una malata fantasia universalista, come lo stesso cristianesimo. Il lombardista, invece, guidato com’è dall’etno-razionalismo, liquida le scemenze di oscurantismo, ignoranza e superstizione, applicando il pensiero scientifico: questo anche per quanto concerne la natura degli umani. Ragionando in termini razionali e scientifici abbiamo la risposta ad ogni interrogativo, senza ricorrere alle assurdità della metafisica; un coacervo di sciocchezze come la teologia oggi non può più avere cittadinanza nel dibattito esistenziale e filosofico (e ovviamente accademico), e la logica conseguenza è adoperare un’ottica materialista in ogni campo d’indagine.
