
Il primo giorno del mese di maggio, soprattutto nei Paesi nordici, è associato all’albero omonimo (evolutosi poi nel palo della cuccagna dei Paesi latini). Esso affonda le proprie radici nel paganesimo germanico che faceva capo a Odino-Wotan (Godan, presso i Longobardi), dove l’albero in questione è quello cosmico su cui il padre degli dei norreni rimase appeso per nove giorni e nove notti, prima di conoscere i simboli magici del potere runico. Siamo in presenza di un potente simbolo sacrale della gentilità ariana, nello specifico dei culti arborei nordici, dove i consueti valori vitali, energetici, solari, di rinascita primaverile danno vita alle celebrazioni del maggio europeo centrosettentrionale; attorno a quest’albero danzano in tondo giovani coppie e contadini, per ingraziarsi fecondità di donne, bestiame e campi, e la presenza di ghirlande di fiori ribadisce la valenza rigenerativa della natura che si risveglia dal lungo inverno teuto-scandinavo.Â
Anche in Padania e Italia troviamo echi di queste usanze, penetrate grazie alle invasioni barbariche, non soltanto sottoforma di pali della cuccagna, ma pure di alberi oggetto di rituali sacri, con ghirlande, nastri colorati, fiori, doni (a cui si mescolano le figure magiche dell’Europa continentale, come fate, gnomi, folletti, e anche negative, combattute dalla gaiezza “orgiastica” del maggio indogermanico). In questo senso va menzionato il noce delle streghe beneventane, le janare, che secondo la leggenda sarebbe stata la pianta sacra attorno a cui i cavalieri longobardi giravano in circolo; vi veniva appesa la pelle di un caprone e i guerrieri si guadagnavano il favore di Godan correndo a cavallo attorno all’albero, colpendo la pelle con le lance, con l’intento di strapparne brandelli che poi mangiavano. Merita menzione anche l’olmo longobardo, divenuto uno dei simboli dell’autorità comunale, sotto il quale si radunava l’arengo. Mi si permetta di ricordare che i Longobardi beneventani adoravano delle vipere dorate, fatto che inequivocabilmente si ricollega al Bisson visconteo, emblema guerriero del popolo lombardo.
