Il lombardesimo riconosce nell’etno-razionalismo, teorizzato da Paolo Sizzi e Adalbert Roncari, la propria cifra filosofica, vale a dire il superamento di ogni genere di metafisica (visioni religiose incluse) mediante il salutare connubio di etnonazionalismo e razionalismo: sangue e suolo, con lo spirito che nasce dai primi due sublimato dalla ragione. Stiamo, insomma, parlando della natura sovrana, regno a cui l’uomo – un animale – appartiene e non può sfuggire, dove lo spirito viene inteso come mentalità , carattere, cultura, lingua e così via, senza alcuna accezione trascendente. La conseguenza logica di questa visione del mondo è che la sfera religiosa deve restare totalmente ai margini, vissuta come fatto privato, puntualizzando che vi sono culti e culti. Da una parte le vere fedi tradizionali, precristiane, di Lombardia ed Europa (di stampo indoeuropeo), dall’altra il monoteismo abramitico rappresentato da giudaismo, cristianesimo e islam, che dal nostro punto di vista non dovrebbe più avere cittadinanza nel contesto padano-alpino. Tuttavia, tornando al privato, ognuno è libero di credere in ciò che vuole, a patto che non diventi confessionalismo (siamo tenacemente laici), sia completamente sottomesso all’etnostato granlombardo e non costituisca un pericolo per la nazione.
Sarò franco, noi siamo anticristiani, come inevitabile conseguenza di una prospettiva profondamente critica nei confronti del mondo spirituale semitico, ed esotico in genere, e dipendesse dal sottoscritto la religione del falegname ebreo di Nazareth verrebbe archiviata, assieme ad ebraismo e maomettismo. Vi è pure da aggiungere che il cristianesimo, e quindi cattolicesimo, coerenti sono incompatibili con il nazionalismo etnico razionale, non soltanto perché credi di origine straniera ma anche per i valori che propugnano: fratellanza globale, spirito evangelico (cioè masochismo e disprezzo di sé), egualitarismo, universalismo frutto della devozione nei confronti di un inesistente dio assoluto di conio giudaico. Inoltre, il cattolicesimo tiene la Grande Lombardia doppiamente soggiogata a Roma, per ragioni religiose e culturali, ma anche politiche: il Vaticano è un corpo estraneo che, tramite Roma, appesta l’Europa, a partire da chi vive la cattività tricolore. L’etno-razionalismo, coerentemente, propone una soluzione atea alla questione, di un ateismo razionale che non sia quella ripugnante paccottiglia apolide amata da marxisti, giudeo-bolscevichi e progressisti, ma accetta scelte individuali, purché rese innocue da un punto di vista politico. In questo senso, apre ad una sorta di “Chiesa nazionale ambrosiana” trasmutata in gentile, il che significa una Comunità di Popolo cisalpina che, pure in termini spirituali, dia la possibilità , a quanti lo desiderano, di recuperare le radici pagane (preromane, gallo-romane ed etene), specie in chiave culturale.
