L’amore, come ogni altro sentimento, è un concetto astratto che serve a descrivere degli stati d’animo e un insieme di manifestazioni fisiche, i quali possono essere ricondotti alla sfera dell’esperienza umana, nelle dinamiche che si ricreano tra uno o più individui. Fiumi d’inchiostro sono stati versati per tentare di definire l’amore, oppure l’odio, ma ogni emozione può essere vissuta e inquadrata come più ci pare e piace, a seconda della personale sensibilità , e delle opinioni personali, perché non si tratta di scienza esatta, regolata da leggi matematiche. Noi applichiamo delle etichette a ciò che è sfuggevole, irrazionale, astratto per l’appunto, pure per evitare di ridurre tutto a quel che viene percepito come prosaico, perché materiale. Anche se, in fin dei conti, ad esistere è soltanto la materia ed eziandio quello che chiamiamo “mente”, “anima, “pensiero”, “spirito”, “emozione” è un riflesso chimico del nostro corpo. Per carità , non vi sarebbero certo le arti e i capolavori della letteratura, di pittura e scultura, architettura, o del cinema e della musica se l’uomo si limitasse alla ragione, ma l’indagine scientifica è tutt’altra cosa.
Al di là , insomma, delle interpretazioni romantiche e letterarie, parlare di amore ha un senso razionale e pratico laddove si voglia indicare tutto quello che, partendo da un sano legame d’affetto, porta buon frutto. Vale per i rapporti tra uomo e donna, tra genitori e figli, tra fratelli ma anche, in senso comunitario, per designare il razzialismo, l’etnicismo, il patriottismo, dunque l’amor di patria. Senza addentrarsi nella metafisica, osserveremo che l’amore è una manifestazione concreta di attaccamento a quanto rappresenta la linfa vitale dell’esistenza individuale e collettiva, ovviamente nel solco di identità e tradizione. Diciamo sempre che l’etnonazionalismo, quindi il lombardesimo, è amore: per la gente, la terra, la nazione, l’ethos indoeuropeo, il pensiero solare senza tempo che anima il nostro popolo, perché siamo perfettamente consci del fatto che l’individuo senza patria diviene uno sradicato in balia degli eventi, degli accidenti e dei drammi di una società vieppiù liquida e degenerata, preda dell’odio, che per noi è la malata negazione di ogni identità secondo natura, custodita dalla tradizione ariana.
