Tra i tanti mezzi identitari a disposizione del lombardesimo ecco, sicuramente, l’enogastronomia (e lo sa bene lo storico camerata Adalbert Roncari), che un po’ come la lingua o il folclore dice moltissimo sulla nostra cultura, e non è passibile di “razzismo”. La Grande Lombardia è una terra ricchissima di tradizioni enologiche e culinarie, un crocevia fra l’Europa centrale e il Mediterraneo che ha saputo sviluppare una cucina originale, dai caratteri propri, ma che di certo mostra influssi celtici, romani e germanici presenti altrove. Anche le bevande alcoliche del nostro territorio dicono molto circa la storia e il paesaggio cisalpini, dai vini alle grappe, dagli amari ai liquori, dagli spumanti allo sporadico consumo di birra e di sidro, e gustate con moderazione non costituiscono un problema. Questo, per dire che il cibo, l’alimentazione, oltre a rappresentare un elemento identitario molto importante, è anche il mezzo per poter avere una vita sana, grazie ad una dieta equilibrata che riduca al minimo – o preferibilmente elimini – ciò che appare rischioso per la salute.
La storia della nostra nazione, a livello socioeconomico e popolare, passa anche per ciò che mangiamo e beviamo, e la sua bontà è importantissima per noi, le nuove generazioni e i posteri. Come ripudiamo il fumo, l’abuso di alcol, l’uso di droghe e sostanze, così condanniamo la malnutrizione, che nel mondo occidentale porta a disturbi alimentari e alla piaga dell’obesità (lo sanno bene nelle assolate lande ausoniche, nonostante la decantata dieta mediterranea) – e a malattie e tumori, ovviamente – e il cibo spazzatura. Auspichiamo la produzione di alimenti di qualità grazie anche ad una rinnovata ottica agroalimentare che privilegi la permacultura, riveda l’agricoltura convenzionale e trasformi un allevamento industriale che, oltre a nuocere alle bestie, fa alla lunga del male pure a noi, che ne consumiamo i derivati. Abbisogniamo di cibo sano, di promuoverne un consumo razionale e di qualità , equilibrato, e di abbinarlo ad una vita sana, all’aria aperta, fondata sul solare ethos ariano che noi abbracciamo. Concedendo, di tanto in tanto, qualche sgarro, che strizza l’occhio agli alcolici e ai dolci tradizionali della Padania.

