Il lombardesimo auspica una radicale riforma del mondo della scuola, di ogni ordine e grado includendo quello accademico e universitario, per far sì che l’educazione e l’istruzione rispettino i criteri etnici e nazionali della Grande Lombardia. La scuola deve essere palestra di orgoglio patrio, restituita a discenti indigeni e gestita da docenti e personale didattico del luogo, troncando ogni rapporto con Roma, l’Italia e la Chiesa cattolica. La rivoluzione lombardista abbisogna di educare e istruire i propri figli, lungo l’arco della loro gioventù, nel solco del benessere e del vero progresso dell’intera nazione, preparandoli al futuro con un solido bagaglio culturale e la predisposizione al lavoro, specie in ambito tecnico e scientifico. Per tale ragione, andrebbero incentivati quei percorsi di studio che privilegiano le discipline scientifiche, senza nulla togliere a quelle umanistiche, più importanti da un punto di vista culturale. I ragazzi devono crescere con la consapevolezza di essere lombardi, sviluppando un retroterra identitario e convogliando le proprie capacità verso il mondo del lavoro, affinché siano per davvero linfa vitale della nazione.
La scuola granlombarda deve dare un taglio netto all’immigrazione, all’italianizzazione, alla dipendenza da Roma, dall’Italia, dagli enti sovranazionali e dal patologico concetto contemporaneo di Occidente; altresì, liquidare le influenze e le ingerenze del Vaticano, eliminando l’ora di religione, il paritario asservito ai preti, i simboli dei diversamente ebrei e delle altre religioni del “libro”. Piuttosto, investire sulla comunità di popolo e l’acculturazione antropogenetica e razzialista, arrivando anche ad avere soltanto docenti indigeni per discenti indigeni. I concorsi devono essere appannaggio dei locali. Da lombardisti, privilegiamo il pubblico a scapito del privato, e siamo a favore di un mondo dell’istruzione gestito dallo Stato e votato al vero progresso, al benessere e allo sviluppo della patria. L’educazione e l’istruzione vanno “nazionalizzate”, per la maggior gloria della Grande Lombardia. Restituendo ai lombardi le scuole di ogni ordine e grado, così come il settore accademico, avremo la possibilità di eliminare la vulgata italo-mondialista e ogni residuo giudeo-cristiano, per dare finalmente voce al territorio, affrancato dall’occupazione straniera.
