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Il lombardesimo crede fortemente, e fermamente, nella necessità di promuovere a pieno regime la visuale etno-razionalista, la nostra cifra filosofica, di primaria importanza per poter liquidare tutte le superstizioni semitiche del deserto, la metafisica apolide ma anche l’universalismo ateo. Siamo convinti laici, razionalisti, ghibellini, ispirati ai principi del vero progresso, che è quello scientifico e tecnologico affrancato da ogni legaccio ideologico che puzza di sagrestia. Di conseguenza, promuoviamo il pensiero e l’indagine scientifica a tutto campo, per una ricerca che sia davvero libera e senza alcun padrone religioso e/o politico; oggi, l’assolutismo abramitico, in Occidente, ha ceduto il posto al dispotismo cosmopolita dei soliti noti, portando a un laicismo e a un ateismo ben poco razionali, perché improntati alle balle apolidi di chi nega l’evidenza scientifica: esistenza delle razze umane, anormalità delle deviazioni sessuali e delle parafilie, patologia della disforia di “genere” e di chi arriva a insane scelte, veridicità del sesso sulla baggianata liberal del genere, inesistenza dell’uguaglianza (concetto antiscientifico), differenze tra uomo e donna e via dicendo.

La rivoluzione lombardista investirebbe massicciamente nell’educazione, nell’istruzione di ogni ordine e grado e, appunto, nella vera ricerca scientifica, privilegiando percorsi di studio improntati alle discipline delle scienze esatte. Abbiamo bisogno di un vero e razionale sviluppo che si ispiri all’indagine del reale, lasciando da parte le perdite di tempo teologiche e metafisiche. Ciò non significa che, ad esempio, le discipline umanistiche e la cultura generale siano inutili, ci mancherebbe, solo che urge dare maggior mordente a tutto quello che sia puramente scientifico, perché la nazione lombarda ha proprio la necessità di investire su ciò che è razionale, e ha vitali risvolti in termini di scientificità e realismo. Anche, si capisce, per liberarci dalla dittatura del relativismo, che lava il cervello ai più giovani convincendoli che non esistano razza, sesso, genere che coincide col sesso, orientamento sessuale naturale, salute psicofisica e concetto salutare di normalità. Una normalità che, ovviamente, non coincide con quella relativa alla grettezza borghese. Demolire gli idoli dell’antirazzismo e dell’antifascismo è oggi di importanza vitale, e non per promuovere razzismi o fascismi, bensì per ripristinare la verità e favorire un pieno sviluppo della patria, liberata dal mondialismo.

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