Diporto

Le attività sportive, in mancanza di leva e/o di quelle militari, costituiscono, specie pei giovani, un veicolo di salute fisica e mentale, che può concorrere allo sviluppo e alla promozione dell’orgoglio patriottico. Se lo sport smarrisce il carattere etnonazionale di agonismo perde completamente di significato, e si riduce ad un balocco nelle grinfie di pubblicità, capitalismo, consumismo, cosmopolitismo e aspetti deteriori della modernità, ovviamente a livello professionistico. Lo vediamo perfettamente nel mondo del calcio: compagini, anche “nazionali”, farcite di allogeni o di mezze cartucce deviate dall’edonismo, che si fanno sponsor del mondialismo, traviando così i ragazzi. E le stesse competizioni olimpiche stanno perdendo il carattere etnico, nazionale e razziale, a livello europeo, con rappresentative che, volutamente, assoldano allogeni per ottenere medaglie. Ma è, ancora una volta, il pallone che dimostra questo deleterio fenomeno, basti pensare alla “nazionale” francese, dove i più depigmentati sono ormai nordafricani. Se il diporto liquida l’aspetto identitario, l’agonismo non ha più senso, e di conseguenza la palestra di virtù e principi che contribuisce a forgiare il giovane si riduce a sterile esercizio muscolare. Discorso che vale anche per la confusione tra stati e nazioni…

Da lombardisti crediamo nel valore dello sport come mezzo che esalti ideali sani, contro ogni droga, corruzione, raccomandazione, narcisismo, vizio e a maggior ragione contro la xenofilia, l’antirazzismo, il meticciato, gli ideali nazionali prostituiti al finto progresso e venduti come fratellanza globale, e altre sciocchezze da apolidi. Per questo, ogni sport dovrebbe, radicandosi nel territorio, non pensare soltanto all’attività fisica intesa come palestra che modelli fisico e salute, ma anche ragionare in termini etno-razziali e patrii, sviluppando vivai di autoctoni che possano tenere alta, coerentemente, la bandiera locale e lombarda. Non esiste solo il pallone, che oggi è divenuto un culto ipertrofico di sradicati e ammanicato con la temperie globalista (per tacere delle assurdità multimilionarie), ma restando in tema di tradizioni cisalpine dobbiamo guardare anche al ciclismo, allo sci (le olimpiadi invernali sono, logicamente, un tripudio di atleti e di olimpionici granlombardi), agli sport di montagna in genere, al rugby o ai motori, fra quelli più popolari. Ma anche l’interessante fenomeno del Softair e le altre attività di tiro, che permettono di instradare verso l’autodifesa e il saper maneggiare armi. A livello folclorico, citiamo con sapidità il tamburello, le bocce e la lippa.