L’obiettivo finale del lombardesimo, si capisce, è la totale libertà , la completa autoaffermazione dei popoli padano-alpini, in seno alla Grande Lombardia. Ma, si capisce, dal punto di vista dell’etnonazionalismo völkisch la causa indipendentista è un mezzo per raggiungere la definitiva autodeterminazione dell’etnostato granlombardo, finalmente affrancato da Roma, dall’Italia, da Ue e Nato e dal carrozzone unipolare americano, dunque dal mondialismo. La nostra condanna nei confronti della contemporanea decadenza occidentale è piena, senz’appello, ed è logico che non basti dirsi semplicemente indipendentisti; occorre essere nazionalisti etnici, prima di tutto, perché il lombardesimo presuppone la lotta per la libertà , ma non viceversa. E lo dimostrano egregiamente gli storici indipendentismi europei, che strizzano l’occhio alla sinistra progressista, se non addirittura mondialista. Il singolo individuo è parte integrante della comunità e deve ragionare in senso comunitario, pena lo sradicamento orchestrato dall’intero arco parlamentare. L’individualismo rema contro l’autoaffermazione lombarda, e sappiamo bene quanto lo sciagurato culto del fatturato sia sinonimo di ecatombe, per le genti alpino-padane.
Il traguardo ultimo della visuale lombardista è l’indipendenza, che comporti, ovviamente, la creazione di un etnostato presidenziale, blandamente federale, fondato sulla solidarietà comunitaria, il socialismo nazionale, la terza via, rivista grazie all’etno-razionalismo e al comunitarismo. Ma l’etnonazionalismo panlombardo, che Sizzi e i suoi rappresentano, resta qualcosa di estraneo rispetto al farsesco secessionismo leghista e ai suoi replicanti da Lega patacca: l’affrancamento della Grande Lombardia si raggiunge non soltanto sbarazzandosi di Roma e dell’Italia ma applicando pure una palingenesi radicale verso ogni nefasto fenomeno globalista che sta lentamente avvelenando la nostra patria in termini migratori, etnici, razziali, sociali e comunitari. L’etnostato cisalpino permetterebbe assoluta libertà di manovra, piena sovranità , integrale autorità alle genti lombarde, affinché spezzino qualsiasi catena mondiale che passa per finte nazioni, culti del deserto, esodi, meticciato, sudditanza verso i soliti noti. Lo diciamo da sempre, che senza nazionalismo etnico e razzialismo l’indipendenza lombarda sarebbe alla lunga inutile; occorre coniugare mirabilmente l’istanza identitaria con quella indipendentista, unico modo possibile per garantire un futuro roseo, di vera libertà , alle popolazioni della Padania.
