L’identità del popolo granlombardo passa anche, si capisce, per la cultura, che riguarda tutti i prodotti dello spirito umano: la lingua, la spiritualità , la mentalità , il carattere, l’arte, la letteratura, il folclore e via dicendo. In tal senso, la Cisalpina ha una cultura senza eguali, di cui dovrebbe andare seriamente fiera, perché contribuisce a plasmare la comunità di popolo indigena e a renderci unici, nel panorama europeo e mondiale. Dalla coscienza del proprio peculiare profilo etnoculturale, nasce quella consapevolezza che permette ad una popolazione di autoaffermarsi e di battersi concretamente per la propria libertà , tema oggi più che mai attuale; senza cultura non vi è autodeterminazione, le radici vengono recise e si continuerà a credere di essere ciò che non si è, soltanto perché perenni vittime inermi della propaganda di regime italiana e mondiale. Lo status quo ha fatto di tutto per castrare la Padania rendendola imbelle, tramutandola in docile colonia prima di Roma e poi di tutti gli enti sovranazionali che imperversano in Europa, col risultato di disgregare il tessuto etnico e identitario originale dei nostri territori.
La riscoperta identitaria, che è diritto e dovere di ogni gente padano-alpina, permetterebbe alla nostra nazione di risorgere, di spezzare le catene del servaggio tricolore e di riappropriarsi di quanto le appartiene, per troppo tempo ormai obliato dal sistema-Italia e dal sistema-mondo. Noi lombardisti insistiamo molto circa la questione dell’acculturazione, della divulgazione, dell’impegno dottrinale, poiché il popolo cisalpino ha bisogno di scuotersi dal torpore e di ritrovare quell’orgoglio perduto che sarebbe l’antidoto ai mali contemporanei che ci affliggono. Scerpando le radici non vi è alcun futuro, le nuove generazioni – peraltro vieppiù rimescolate – smarriscono ogni punto di riferimento e di conseguenza il democratico genocidio granlombardo perdura, tra le sghignazzate dei nostri avversari, e dei collaborazionisti nostrani che hanno barattato l’identità in cambio del fatturato. La cultura è di vitale importanza, e diviene quel fondamentale combustibile senza il quale ogni discorso politico rischia di ridursi ad un flatus vocis: come diciamo sempre, condurre i lombardi alle urne, privi della coscienza di essere tali, è soltanto una masochistica perdita di tempo.
