Fede

Di tanto in tanto, ancor oggi, sentiamo discettare della liceità di conciliare fede e ragione, ovviamente secondo il punto di vista cristiano. Da una parte l’irrazionale, il mondo astratto della metafisica, le menzogne pretesche tramandate di generazione in generazione, dall’altra l’unico punto fermo dell’uomo, il dominio razionale per l’appunto, che è l’unico metro di misura possibile per chi vuole vivere degnamente, all’insegna della realtà (naturalmente, in quanto emanazione della verità). Partendo dal presupposto che la fede, e cioè la religione, si basa su un cumulo di baggianate – per carità, magari anche interessanti come argomento di studio folcloristico – che riflettono la mentalità dell’uomo preistorico (immerso nelle tenebre dell’ignoranza e della superstizione), con tutte le sue ataviche paure e il suo atavico terrore verso la morte e l’ignoto, possiamo tranquillamente affermare che vi sia ben poco da conciliare, poiché credo e razionalità stanno agli antipodi. Ci può stare che qualcuno ritenga fede, speranza e devozione come scommesse che non costino nulla (per chi è disposto a lasciarsi abbindolare), ma è logico che la ragione venga così facendo sacrificata in nome dell’oscurantismo.

Un oscurantismo che, oltretutto, non è nemmeno figlio legittimo dell’Europa e del suo retaggio ariano, ma un sottoprodotto culturale e spirituale di un mondo a noi estraneo (il Medio Oriente), che ha appestato, avvelenato lentamente terre e popoli che non nascono ebrei, cristiani o musulmani. E ribadiamo che a nostra detta il monoteismo abramitico sia un anticipo di globalizzazione. Sappiamo perfettamente che i nostri padri indoeuropei avevano una fortissima tensione verso i valori celesti, uranici, solari e la loro esistenza era permeata di religiosità e spiritualità, ma stiamo comunque parlando di millenni fa, quando ancora scienza, tecnologia, sviluppo erano di là da venire. La nostra visuale è quella dell’uomo europide del III millennio, che non ha più alcun bisogno dell’inganno della fede, o del gingillo patologico della speranza, ma di elevarsi rispetto ai bruti facendo totale affidamento sulla ragione. E quest’ultima consente non solo di liquidare le religioni, specie semitiche, ma anche il coacervo di assurdità antirazziste, egualitariste, relativiste (in materia non soltanto di sottospecie ma pure di etnia, sesso, orientamento sessuale, salute psicofisica, intelligenza ecc.) che competono con le credenze a livello di fideismi, dunque di irrazionalità.

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