Superstizione

In un’epoca in cui l’uomo, allo stato primitivo, era in preda agli eventi senza potersi affidare ad una ragione rinforzata e corroborata dalla scienza, il trionfo della disperazione lo gettava tra le braccia delle superstizioni, che del resto stanno alla base di miti e religioni. Carestie, epidemie, guerre, cataclismi, lutti precoci su vasta scala ecc. inducevano le persone a sviluppare paranoie irrazionali, sfruttate a pieno regime da quei parassiti (clero) che sguazzavano nelle miserie umane per arricchirsi a scapito dei poveracci, un tempo maggioranza della società anche in Europa. Ecco donde nasce il rigoglio medievale del cristianesimo, lo strapotere islamico nel Medio Oriente (uno strapotere che non ha conosciuto illuminismi e secolarizzazioni) e il serbatoio inesauribile di fede rappresentato dal terzo mondo, che un ente come la Chiesa custodisce gelosamente, assai più che l’Europa, oggi profondamente disprezzata e per questo flagellata dall’immigrazione. Dove l’ignoranza crassa domina proliferano superstizioni, religioni, credenze irrazionali, e lo status quo pretesco ha tutto l’interesse a mantenere le masse nel buio più totale dell’insipienza. Nel nostro continente, la narrazione biblica ha proceduto indisturbata sino ai sonori ceffoni che la scienza moderna ha assestato alla baracca papale, allorquando la propaganda cominciò a correre ai ripari (“le verità evangeliche non sono quelle scientifiche”).

Certo, l’uomo, anche il più intelligente, essendo fragile e mortale potrebbe conoscere sbandate irrazionali che lo portino a confidare nell’assurdo; di fronte alla malattia, alla sofferenza e alla morte, alle tragedie un individuo rischia di abdicare alla propria specifica razionale, comportandosi come accadeva nei secoli più oscuri della nostra storia. Oscuri da un punto di vista scientifico, capiamoci; qui non si tratta di farsi abbindolare da certo modernismo scientista, che non si atteggia tanto diversamente dai pretini di campagna, tentando di ammannirci le bugie dell’egualitarismo. Anche in Europa, e presso gli europei, purtroppo c’è ancora spazio per maghi e ciarlatani, oroscopi, superstizioni, fedi religiose, sebbene si tratti di fenomeni che, logicamente, coinvolgono soprattutto le fasce più disagiate e sprovvedute. Questo vale specialmente per ciò che, oggi, è universalmente considerato alla stregua di pattume irrazionale (la superstizione), mentre una religione come il cristianesimo riesce ancora a sopravvivere, e non si può certo dire che tutti i credenti siano degli ignoranti. Investire nell’educazione e nell’istruzione, di ogni ordine e grado, e nella responsabilizzazione civile di famiglia e comunità, dovrebbe servire a sgominare i fantasmi del passato, ma attenzione bene: non in nome di un ateismo e di un laicismo apolidi che eccitano i petomani da salotto, bensì dell’etno-razionalismo di cui abbiamo più volte parlato.