La Grande Lombardia, nell’ottica lombardista, è, sin dal Medioevo, la Lombardia lato sensu, la Lombardia storica, sovrapposizione della Gallia Cisalpina alla Langobardia Maior. Essa è corroborata dalla geografia subcontinentale, e dalla natura di anello di congiunzione fra Europa mediterranea e centrale. La Grande Lombardia è, altresì, parte della Romània occidentale, come concetto linguistico, e più nello specifico, in senso etnico-linguistico, della Gallo-Romània. Suoi confini irrinunciabili sono le Alpi, le acque del Mar Ligure e dell’Alto Adriatico e l’Appennino tosco-lombardo, che è il limite meridionale che combacia con la barriera etnolinguistica, e nazionale, Massa-Senigallia. La capitale, naturalmente, è Milano, quella morale – grazie a Goti, Longobardi e Franchi – Pavia. La Lombardia medievale, intesa come diretta continuazione del Regno longobardo, e del Regno d’Italia (nome banalmente dovuto al prestigio della Roma antica), è erede fondamentalmente dei due grandi blocchi di età longobarda della Neustria e dell’Austria, che grossomodo corrispondono alla Grande Lombardia occidentale e a quella orientale (cosiddetto “Triveneto”). Milano capitale è il giusto tributo alla città cisalpina più importante, sebbene per taluni possa essere una scelta divisiva.
Ma per qualche bello spirito è divisivo anche chiamare “Lombardia” l’intera Padania, dimentico di come tutto quanto il nord della Repubblica Italiana (e non solo) non foss’altro, fino all’800, che Lombardia storica. Non esiste altro nome – che è pure un etnonimo – per designare la nostra patria, essendo gli altri dei semplici coronimi, con buona pace di chi crede che la Lombardia sia semplicemente la regione creata da Roma per cancellare, storpiare e occultare la verità etnica, culturale, linguistica, geografica e storica. Siamo globalmente lombardi, per quanto lo siano, anzitutto, le genti del bacino padano, ed è bene cominciare a ragionare da tali, lasciandosi alle spalle le inflazioni, le banalizzazioni e le confusioni ingenerate anche dal leghismo e dal padanismo. Il lombardesimo non è espansionismo insubrico – sebbene l’Insubria, certamente, sia il centro e il cuore pulsante della nostra nazione -, è il nazionalismo etnico lombardo, volto ad affratellare tutti i popoli padano-alpini sotto l’egida dei nostri grandi padri comuni: Celti, Gallo-Romani, Longobardi, in primis. Per questo la vera Lombardia è la Grande Lombardia, a partire dalla sua porzione occidentale.
