Materia

C’è materialismo e materialismo. Se intendiamo il termine nella sua corrente accezione negativa, zoologica, in cui tutto è ridotto al capriccio derivante dai bassi appetiti borghesi, e i più alti valori e ideali vengono liquidati in favore del nichilismo, siamo concordi sul fatto che si tratti di ciarpame da condannare perché sta alla base del declino dell’Europa, e dell’Occidente inquadrato come proiezione malata dell’unipolarismo americano. Ma se parliamo di materialismo in chiave filosofica, razionalista e realista, grazie al quale abbiamo una visuale laica dell’esistenza umana che non contempli più le inutili astrazioni della metafisica per concentrarsi su ciò che è, e cioè che si manifesta, è evidente che il lombardesimo faccia propria tale prospettiva. Accertato, in termini razionali e scientifici, che qualsiasi parto della mente umana preistorica (Dio, dei, angeli, demoni, aldilà, anima, spirito e quant’altro) non esista è giocoforza concentrarsi sulla verità, e su quella realtà che rispecchia appieno la natura delle cose, dunque sulla materia. Il che non significa, e ne diremo oltre, svilire la potenza di quel che noi chiamiamo “spirito”, che è poi la forza vitale dell’individuo e della comunità nazionale grazie alla quale l’identità etno-razziale e geografica non resta lettera morta.

Ciò che esiste, e che dunque, come affermato, si palesa, è concreto, materiale, tangibile, poiché viene percepito attraverso la nostra sfera sensoriale, esiste a prescindere dalle idee che possono farsi gli uomini ed è fatto di realtà, non di metafisica. Non stiamo parlando del mondo dell’assurdo denunziato sopra, basato su fantasie umane primitive, e manifestandosi testimonia che l’unica cosa che conta è quanto insindacabilmente vero, grazie alla propria concreta esistenza. Anche ciò che è apparentemente “invisibile” può essere percepito, e non è certo il caso dell’immaginario ambito della spiritualità e delle credenze religiose. Abbiamo però precisato che l’ottica lombardista condanna il materialismo nella sua accezione deteriore, che è la stessa del consumismo, dell’edonismo, della massificazione capitalista, del relativismo e, l’abbiamo detto, del nichilismo che non crede in nulla e che arriva perciò a vilipendere la ragione stessa. Questo perché i valori su cui si poggia l’etnonazionalismo sono profondamente razionali e riguardano la bontà del sangue, del suolo e dello spirito inteso come forza, energia vitale di un popolo che nasce dall’incontro dei primi due elementi. È, insomma, la natura. La razza esiste, Dio no, e il bene supremo dei lombardi deve essere la Lombardia, senza la quale nessuno di noi sarebbe al mondo.