Ragione

Non vi deve essere altro punto di riferimento, per l’uomo (specie se bianco), all’infuori della ragione, dal momento che essa è la cifra dell’essere umano. Il pensiero razionale è quanto ci permette di comportarsi da uomini e da donne di valore, e non da bruti, abbandonando ogni comportamento ferino ma anche la congerie di fandonie che riguarda religione e superstizione. La ragione non si limita a liquidare la fede nella divinità e in qualsiasi altro prodotto di fantasia elevato a idolo, a oggetto di culto, ma fustiga altresì tutte le velenose menzogne propinateci dalle ideologie politiche accettate dallo status quo e dal sistema mondialista: l’inesistenza delle razze umane, il sangue come costrutto sociale, il mito dell’uguaglianza, la parità tra uomo e donna, la normalità degli omosessuali, la salute mentale dei transessuali, la tolleranza e la giustificazione nei confronti di tutto quello che è ripugnante e malsano e così via. Stiamo, insomma, alludendo alla nuova religione woke, che trae linfa vitale dalla famigerata Scuola di Francoforte e da quelle teorie politiche e socioeconomiche che si sono inventate una narrazione anti-identitaria e anti-tradizionale.

Identità e tradizione, che nell’ottica lombardista devono essere supportate da una robusta presa di coscienza etno-razionalista, come amiamo chiamarla, affinché esaltino la natura e la verità, senza indugiare in fantasie irrazionali tanto care al parassitario binomio di trono e altare. Abbiamo sempre detto che il nazionalismo etnico granlombardo si deve affrancare dalla stantia reazione, da quella destraccia che pensa più al Vaticano (quindi a Roma) che alla Lombardia, agita le fantomatiche radici giudaico-cristiane d’Europa, confonde sangue e suolo con le assurdità della fede abramitica. La ragione, nostro faro, condanna il cristianesimo all’incompatibilità, con quanto appartiene genuinamente a Cisalpina e continente, perché corpo estraneo semitico, derivato dal giudaismo biblico, fondato sulla predicazione di una presunta figura storica ebrea che blaterava di uguaglianza, fratellanza, masochismo all’insegna del culto in Yahvè, proiettato in una dimensione che è agli antipodi dei valori völkisch e che calpesta natura, ragione, scienza. Il lombardesimo ha l’etno-razionalismo, e grazie a esso i principi scientifici su cui si basa la nostra dottrina non verranno mai barattati in cambio delle fanfaluche di qualsiasi credo metafisico, e di qualsiasi visuale progressista e/o libertaria.