Verità

Le idee lombardiste sono incentrate su di un dato fondamentale: la verità. Non per arrogarci il diritto di essere fonte infallibile di saggezza e conoscenza, bensì perché abbracciando la cifra filosofica etno-razionalista – sviluppata negli anni da Paolo Sizzi e Adalbert Roncari – il lombardesimo si pone agli antipodi di tutte le menzogne che, solitamente, stanno alla base delle rivendicazioni reazionarie, dunque delle destre classiche. Il binomio parassitario trono-altare, cagione delle sbrodolate giudaico-cristiane che mescolano la religione alla politica e all’ideologia, viene da noi esecrato, sostituendo il motto fascistoide “Dio, patria, famiglia” con la triade völkisch di sangue-suolo-spirito. La nostra ottica è ragione, scienza, laicità che fustiga tanto le balle dei preti quanto i deliri universalisti delle sinistre; nel caso dei primi, seguiti a ruota dai patrioti del tricolore, abbiamo un inesistente dio ebreo, una patria artificiale chiamata Italia, una famiglia intrisa di untuosa morale cattolica che – ipocrisie a parte – si appiattisce sul familismo amorale all’ausonica. Per quanto invece concerne i progressisti, le loro fandonie sposano la linea ecumenica della Chiesa, ma capovolgendo il messaggio cristiano con l’ateismo, naturalmente di conio marxista.

Gli ebrei hanno inventato Dio e poi la sua negazione atea, intesa come giudeo-bolscevismo, ma elaborando così un universalismo che giustificasse il cosmopolitismo del pensiero comunista, specie trotskista. Un ateismo irrazionale, non inquadrabile alla stregua di inno alla verità, che è incompatibile con le assurdità religiose, piuttosto come feticcio plasmato per dare fiato alla distruzione di identità e tradizione, a vantaggio del livellamento, dell’omologazione, del relativismo che si fa assolutismo quando si tratta di sottomettere sangue e suolo alla malata idea di egualitarismo, di fratellanza globale. Ma, se ci pensate, in questo (uguaglianza, fratellanza, parità) le sinistre di sempre colludono col cristianesimo, allargando lo spettro delle farneticazioni antirazziste a sesso, “genere”, orientamento sessuale, condizioni psicofisiche. Il pensiero etnonazionalista, specie granlombardo, rimette al centro di tutto la verità, che si fonda sul sangue del popolo e sul suolo patrio, perciò sulla natura, arrivando a teorizzare uno spirito slegato da concezioni metafisiche ma solidamente ancorato al concreto grazie ad un realismo che ci parla di mentalità, indole, cultura e non di divagazioni superstiziose.

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